A SU KELKU : ACCULZU A SAS PUNTAS D'ENNARGENTU B'HAT UN'ALVURE SOLU; UNU GIGANTE FICCHIDU A DONZI NIE E A DONZI ENTU
Le radici non si recidono mai!!
BISNONNO E BISNONNA; foto fatta nel 1915 a Berchiddeddu dove la famiglia si recava,a causa della transumanza, per permettere al bestiame di avere pascoli abbondanti anche durante l'inverno; si ritornava al paese verso maggio, quando le temperature si facevano più miti e quando la vegetazione, ormai gia secca in Gallura, a BUDDUSO' era verdeggiante e lussureggiante
giovedì 6 agosto 2009
lunedì 25 maggio 2009
sabato 16 maggio 2009
martedì 12 maggio 2009
LE PEONIE DOPO LA FIORITURA
L'emozione del ritrovamento delle peonie mi ha costretto a documentarmi su testi recenti e meno recenti e la lettura mi ha ulteriormente convinto che questa pianta a Budduso' c'è sempre stata, magari non in grandi distese fiorite come nel Gennargentu o nel Supramonte ma magari in stazioni più ristrette distribuite in quelle parti del territorio particolarmente adatte al loro sviluppo. Probabilmente anche le vicissitudini degli ultimi due secoli, con lo sfruttamento del monte per il taglio del legname, la produzione del carbone e gli incendi, seguito dall'eccessivo carico di bestiame degli anni passati hanno relegato questa bella pianta in poche zone. Ma è solo un ipotesi! Comunque, siamo tornati nelle vicinanze del luogo del primo casuale avvistamento e come previsto, una ricerca un po più accurata seppur breve ha consentito di individuare almeno cinque stazioni diverse dove la peonia pare godere di buona salute e pare capace di riprodursi e allargare la colonizzazione del territorio. Lo stadio fisiologico, come si vede dalla foto, è quello della sfioritura al quale seguirà quello della formazione del frutto dalla forma caratteristica e dei semi. Un ringraziamento a Sa Mesa, con il proposito, appena possibile, di fare un'escursione insieme utilizzando le sue grandi conoscenze sul Monte e la sua passione..
giovedì 7 maggio 2009
INCREDIBILE SORPRESA!!
La vera sorpresa di questa primavera, nelle varie escursioni sul monte di Buddusò, alla ricerca di paesaggi unici e poco conosciuti e di essenze vegetali endemiche e rare è stato l’incontro imprevisto e insperato con la peonia. Non avevo mai sentito parlare della sua presenza sul monte né mai avevo sentito dai vecchi un nome in sardo che si riferisse a questa essenza. La Peonia mascula è una pianta molto bella, caratteristica delle zone di montagna, in particolare delle zone fresche , ricche di sostanza organica che vegeta preferibilmente nelle vicinanze di foreste di lecci.. Il suo fiore è stato utilizzato per anni per pubblicizzare la sardegna turistica; in molti paesi dell’area del Gennargentu intorno alla peonia si organizzano convegni e giornate di studio con escursioni guidate verso le zone dove questa pianta vegeta più numerosa. A Buddusò però non l’avevo mai vista ne pensavo di incontrarla. Invece,nel mese di Aprile, durante un passaggio in un sentiero poco frequentato e piuttosto impervio, la mia attenzione è stata attirata da dei colori rosa intenso o addirittura rossi che provenivano dai bordi di un piccolo ruscello, in una zona riparata dai venti dominanti. Una precipitosa e affannosa discesa dal fuoristrada e con un balzo eccomi arrivato al sito dove crescevano queste piante dai fiori così vistosi e belli. Con grande sorpresa e con una forte emozione ho riconosciuto le peonie, seminascoste fra i rovi e le felci. In verità poco numerose, ma la sola presenza di una pianta sarebbe stata comunque una scoperta importantissima. Il territorio di Buddusò è stato poco studiato dal punto di vista botanico ma le rare pubblicazioni presenti non hanno mai parlato della presenza della peonia.
mercoledì 29 aprile 2009
TIMIDA IRIDACEA
Passeggiando, in qualsiasi zona del territorio di Buddusò, ma in particolare nelle zone umide o dove si ha anche un temporaneo ristagno idrico, si incontra questa piccolissima ma importante bulbosa. Assomiglia allo zafferano selvatico (Crocus minimus) ma è più piccola e ha un colore viola intenso compatto. Si tratta della Romulea requienii, un endemismo sardo-corso della famiglia delle iridaceae.Come si vede dalle foto, se ci si clicca sopra, si possono incontrare come esemplari isolati ma più spesso in colonie molto numerose associate spesso alle margherite ed ai crochi o altre piante acquatiche. Le pozze d'acqua, nella primavera inoltrata, si presentano coperte di fiori multicolori dove la Romulea la fa da padrona.
lunedì 27 aprile 2009
SORPRESA BOTANICA
Fare escursioni mirate o passeggiate casuali nel territorio del monte di Buddusò riserva sempre sorprese piacevoli; in ogni stagione dell'anno le fioriture si susseguono con continuità anche nei periodi meno favorevoli come nei giorni più caldi dell'estate o in quelli più rigidi dell'inverno. L'occhio esperto di un appassionato scova sempre elementi di interesse: arbusti della macchia mediterranea, erbe commestibili, giovani alberi che si riappropriano del loro habitat, funghi di ogni genere, bulbose. Per non parlare della fauna: difficilmente durante un'escursione anche breve non si ha la possibilità di osservare il volo della poiana(Astore puddalzu), la fuga di una volpe(mazzone, mariane) solitaria, il goffo volo delle pernici(peldighes) o l'attraversamento del sentiero da parte di gruppi anche numerosi di cinghiali (polcrabos, silvones).
Incontri emozionanti e piacevoli, comunque prima o poi prevedibili, nel senso che sono tutte specie previste nel territorio e censite dai pochi testi che si sono occupati del nostro territorio, per la verità molto pochi!
E' sorprendente però imbattersi in essenze che mai avremmo pensato di rilevare a queste quote; una di queste è il rosmarino, Rosmarinus officinalis, in sardo Romasinu, incontrato, come si vede dalla foto su una parete rocciosa a circa 650 mt. sul livello del mare. Un bel cespuglio, isolato ma vigoroso che, probabilmente è stato favorito dall'esposizione a sud e dagli ultimi inverni non particolarmente rigidi. E le sorprese non sono finite!!
mercoledì 8 aprile 2009
mercoledì 25 marzo 2009
IL CORSO DI BUDDUSO'
Il corso di Budduso' in una foto risalente agli anni '50.
Fu costruito intorno alla metà del 1800 per consentire il passaggio della via Nazionale che collegava il paese con Monti e con Nuoro. Per il passaggio della strada, così come testimoniato dallo storico Enrico Costa, fu sventrato l'assetto urbano più antico, forse addirittura medioevale, con l'abbattimento di diverse case che si trovavano lungo il tracciato.Ai lati del Corso sorsero quindi numerosi palazzotti, alcuni particolarmente imponenti, di proprietà delle più ricche famiglie del paese che, in questo modo poterono riaffermare e consolidare la loro supremazia.Ancora oggi alcuni di questi palazzotti stanno li a testimonianza dell'architettura urbanistica dell'epoca. Il corso da sempre è stato la strada principale , il fulcro della vita pulsante del paese, luogo d'incontro degli abitanti, sede di botteghe artigiane e commerciali, luogo di partenza e di passaggio dei mezzi di comunicazione del tempo.Nel corso batteva il cuore di Buddusò, nel corso si faceva vita sociale, da parte degli uomini ma anche da parte delle donne che si incontravano mentre si recavano al mulino o ad attingere l'acqua dalle numerose fontane situate in ogni parte del paese o ancora ai vari forni o alle piccole botteghe, veri e propri bazar, dove si vendeva di tutto. Il corso era la spina dorsale viaria sulla quale confluivano, ad angolo retto, tutti i rioni storici di Budduso', da Messereddu a Palatteddu a Lattejannas a s'Ulumu a Monte otto soddos ecc...

mercoledì 18 marzo 2009
martedì 24 febbraio 2009
ANTICIPI DI PRIMAVERA
Mentre l'inverno coi suoi rigori costringe le piante al riposo, quando la neve e il ghiaccio ricoprono valli e monti un piccolo fiore timidamente si affaccia, quasi timoroso di mostrarsi, e ci ricorda che la primavera, nonostante tutto, non è lontana!! Si tratta del piccolo Croco, (Crocus minimus della famiglia delle Iridaceae) meglio conosciuto come zafferano minore, endemismo sardo-corso e delle piccole isole. A Buddusò si trova un pò dappertutto: sotto la macchia, sotto le querce ma anche nelle piccole radure per niente intimorito dai venti glaciali che spirano spesso in questo periodo. E' la prima fioritura invernale in attesa delle orchidee che vegetano e fioriscono in gran numero nelle campagne del nostro paese.
domenica 22 febbraio 2009
CONFINE NORD FRA OSCHIRI, BERCHIDDA, ALA' DEI SARDI E BUDDUSO'
Percorrere le strade che attraversano i monti fra Budduso', Oschiri, Berchidda e Ala' dei sardi è sicuramente un piacere. Ci si riconcilia con la vita e ci si immerge nella natura più selvaggia e incontaminata. Certo non tutti possono arrivare negli angoli più reconditi che sono quelli che riservano le più piacevoli sorprese; le strade infatti, nonostante le manutenzioni, sono martoriate dalla violenza di quest'inverno particolarmente piovoso e freddo. Con un buon fuoristrada però si possono raggiungere località amene sconosciute ai più. Solo i cacciatori delle compagnie di caccia grossa riescono a orientarsi in un dedalo di strade sterrate, carrarecce o sentieri appena accennati fra una vegetazione a macchia che dopo gli incendi dei decenni scorsi, si sta riappropriando del suo spazio. Seguendo il confine nord di Buddusò, tenendosi sempre all'interno del territorio di Oschiri prima e di Berchidda poi è possibile ammirare, come nelle foto, il profilo dei rilievi del territorio di Buddusò, fra i quali spicca la P.ta Giuanne Mandras.
In seguito le alture degradano, come si può intuire nella foto 3 e 4, e si incuneano nel territorio di Berchidda con una lingua di terra in prossimità di un corso d'acqua chiamato Cantaros de Uda.
Iscriviti a:
Post (Atom)
