A SU KELKU : ACCULZU A SAS PUNTAS D'ENNARGENTU B'HAT UN'ALVURE SOLU; UNU GIGANTE FICCHIDU A DONZI NIE E A DONZI ENTU
Le radici non si recidono mai!!
BISNONNO E BISNONNA; foto fatta nel 1915 a Berchiddeddu dove la famiglia si recava,a causa della transumanza, per permettere al bestiame di avere pascoli abbondanti anche durante l'inverno; si ritornava al paese verso maggio, quando le temperature si facevano più miti e quando la vegetazione, ormai gia secca in Gallura, a BUDDUSO' era verdeggiante e lussureggiante
martedì 24 febbraio 2009
ANTICIPI DI PRIMAVERA
Mentre l'inverno coi suoi rigori costringe le piante al riposo, quando la neve e il ghiaccio ricoprono valli e monti un piccolo fiore timidamente si affaccia, quasi timoroso di mostrarsi, e ci ricorda che la primavera, nonostante tutto, non è lontana!! Si tratta del piccolo Croco, (Crocus minimus della famiglia delle Iridaceae) meglio conosciuto come zafferano minore, endemismo sardo-corso e delle piccole isole. A Buddusò si trova un pò dappertutto: sotto la macchia, sotto le querce ma anche nelle piccole radure per niente intimorito dai venti glaciali che spirano spesso in questo periodo. E' la prima fioritura invernale in attesa delle orchidee che vegetano e fioriscono in gran numero nelle campagne del nostro paese.
domenica 22 febbraio 2009
CONFINE NORD FRA OSCHIRI, BERCHIDDA, ALA' DEI SARDI E BUDDUSO'
Percorrere le strade che attraversano i monti fra Budduso', Oschiri, Berchidda e Ala' dei sardi è sicuramente un piacere. Ci si riconcilia con la vita e ci si immerge nella natura più selvaggia e incontaminata. Certo non tutti possono arrivare negli angoli più reconditi che sono quelli che riservano le più piacevoli sorprese; le strade infatti, nonostante le manutenzioni, sono martoriate dalla violenza di quest'inverno particolarmente piovoso e freddo. Con un buon fuoristrada però si possono raggiungere località amene sconosciute ai più. Solo i cacciatori delle compagnie di caccia grossa riescono a orientarsi in un dedalo di strade sterrate, carrarecce o sentieri appena accennati fra una vegetazione a macchia che dopo gli incendi dei decenni scorsi, si sta riappropriando del suo spazio. Seguendo il confine nord di Buddusò, tenendosi sempre all'interno del territorio di Oschiri prima e di Berchidda poi è possibile ammirare, come nelle foto, il profilo dei rilievi del territorio di Buddusò, fra i quali spicca la P.ta Giuanne Mandras.
In seguito le alture degradano, come si può intuire nella foto 3 e 4, e si incuneano nel territorio di Berchidda con una lingua di terra in prossimità di un corso d'acqua chiamato Cantaros de Uda.
lunedì 9 febbraio 2009
CONFINE OVEST FRA BUDDUSO' E PATTADA
In località "Sa Jone" e "Su colzu caddinu" passa il confine fra i territori dei paesi limitrofi Budduso' e Pattada. Più che confini fra due paesi sembra il confine fra l'Italia e l'Austria durante la guerra del 15-18: ovunque reticolati, cancelli sbarrati con massi, filo spinato.Ci troviamo quasi a mt. 1000 di altitudine per cui è facile durante l'inverno imbattersi in giornate tristi e melanconiche dove la nebbia la fa da padrona; anche la vegetazione piuttosto rada e il particolare colore delle rocce contribuiscono a rendere il paesaggio simile a quello del Carso.
Durante l'escursione nella quale sono state fatte queste foto la nebbia in certi punti era talmente fitta che abbiamo rischiato più di una volta di sbagliare strada. La prima volta che arrivai a Su colzu caddinu ebbi una sensazione nettamente diversa : era un pomeriggio dell'agosto del 1978 e con la campagnola del servizio anticendio ci recammo a spegnere un incendio che, per l'ennesima volta, era scoppiato nei dintorni. Dopo un viaggio molto lungo e accidentato (le strade non erano curate come ora) arrivammo in questo altipiano e rimasi impressionato dall'aspetto quasi spettrale dell'ambiente circostante ,(in pratica un'immensa pietraia spelacchiata), dal caldo opprimente e dal colore giallo del fieno e degli sterpi secchi che quasi abbagliava e rendeva difficile la vista. Per la cronaca, spento l'incendio, ritornammo a Buddusò passando per una carrareccia che attraversava il rio Mannu in un guado ora sommerso dalle acque del lago Lerno, allora ancora in costruzione, e che sbucava nella vecchia strada Buddusò-Pattada anch'essa sommersa dalle acque della diga.
mercoledì 4 febbraio 2009
RUDERI CANTONIERA SOS VACCOS
Sulla strada che da Buddusò porta a Bitti, vicino al confine dei territori comunali dei due paesi, sono visibili, sulla sinistra , i ruderi di un grosso edificio. Per i più giovani sarà difficile immaginare la funzione di questo grosso fabbricato ormai diroccato e coperto di erbacce, rovi e arbusti infestanti; ma le persone che hanno passato la cinquantina ricorderanno la cantoniera dal nome bizzarro di "Sos vaccos" ancora abitata e piena di vita. Fino agli anni '60 la manutenzione delle strade era affidata alla figura del cantoniere che, per poter svolgere il suo lavoro con puntualità, abitava appunto in questi edifici familiari ai viaggiatori, dalle tipiche pareti rosse. Erano edifici molto solidi, ben disegnati, completi di tutti gli ambienti necessari ad una famiglia numerosa. Ricordo, leggermente staccati dal corpo principale il forno, il pollaio e la porcilaia; ed inoltre il piazzale in lastroni di granito e tutti i manufatti decorativi, sempre in granito che ormai non ci sono più a causa delle ripetute "asportazioni". Ho avuto la fortuna di conoscere l'ultima famiglia di cantonieri che ha risieduto a Sos Vaccos e ricordo i racconti dell'anziano cantoniere, ricchi di episodi quasi epici, in particolare nel descrivere le lunghe giornate invernali, quando le tormente di neve isolavano la cantoniera dal resto del mondo!!per fortuna, ricordava il signor Sassu (così si chiamava) la selvaggina era molto abbondante e bastava fare qualche metro nei dintorni per ritornare a casa carichi di beccacce, lepri, conigli ecc......
Pochi giorni fa, mentre leggevo il nuovo libro di Giovanni Ricci "Sardegna Criminale", la cantoniera di Sos Vaccos è stata resuscitata nella mia mente da una notizia riportata a pag 362 dello stesso libro che trascrivo integralmente:"Nel pomeriggio del 28 maggio 1892 l'appuntato Pietro Sini e i carabinieri Pietro Porcu e Sisinnio Lecca intercettano il pericoloso latitante Quirico Vargiu all'interno della cantoniera di Sos Vaccos, in territorio di Buddusò.Vargiu si avventa subito contro il carabiniere Lecca e lo ferisce mortalmente al petto con un pugnale. Il militare, prima di accasciarsi al suolo, riesce a sparare un colpo di moschetto, che anzichè attingere al suo aggressore colpisce la figlia del cantoniere, una bambina che si trovava nella stanza al momento della colluttazione. Interviene immediatamente l'appuntato Sini, che tenta disperatamente di bloccare il latitante.Il militare sta per soccombere, anche perchè nel frattempo, in aiuto del Vargiu sopraggiunge il cantoniere.Il carabiniere Porcu spara due fucilate e uccide sia il fuorilegge sia il cantoniere".
Iscriviti a:
Post (Atom)
